Mum


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Regina Spektor


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Cacata carta

D'inverno, che d'estate se ne vanno sempre in vacanza, io d'inverno, la domenica, di solito passo a fare un saluto a casa dei miei. Quando entro, la domenica a casa dei miei, dopo i saluti, la prima cosa che vedo è una parete piena dei volumi della De Agostini. Deve essere stato all'inizio degli anni Ottanta, quando mio padre, gli han venduto l'enciclopedia De Agostini coi metodi che si usavano allora: la vendita a domicilio. Quella parete, io mi fermo spesso a guardarla saranno trenta volumi, mi hanno accompagnato durante tutta l'infanzia e l'adolescenza.
L'altra domenica ero lì, la stavo guardando l'enciclopedia, poi di colpo ho visto anche i volumi che gli han venduto dopo, i cosiddetti aggiornamenti, e pensavo che da quando internet è internet, gli aggiornamenti delle enciclopedie, non c'è niente di più triste al mondo.

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Elezioni europee

Stamattina, stavo facendo colazione, mentre bevevo il mio caffè guardavo euronews. Euronews per chi non lo riceve è un canale che trasmette a ciclo continuo notizie da tutta Europa, come se fosse un aggregatore, ma per la televisione.
Allora, facevo colazione col mio caffè, si parlava di elezioni europee, c'era un servizio si vedeva un uomo coi capelli bianchi di una certa stazza come i contadini di una volta che si avvicinava al seggio. Il seggio, non scherzo, era un'aula che fatiscente è un complimento: cartoni ammassati, sedie di vimini, tavoli di compensato, i muri, non vi dico com'erano i muri. Queste immagini le guardavo, bevevo il mio caffè, ancora non era partito il commento del giornalista, allora tra me e me mi son detto Vai che vediamo come sono andate finora le elezioni in Bulgaria.
Poi dopo è partito il commento, si parlava dell'Italia.

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Batter cassa

L'altro giorno, come mi capita di fare ogni tanto, sono andato a fare la spesa. La spesa, l'altro giorno, mi servivano poche cose: del pane, del formaggio, due yogurt. Allora sono andato alla Migros di Cassarate che è il mio quartiere e ho messo dentro queste quattro robe nel cestino. Poi arrivato alla cassa, quello che mi è successo ci son rimasto malissimo. Che io di solito quando arrivo alla cassa, per passare due minuti piacevoli mi scelgo sempre la cassa con la cassiera più carina. L'altra sera, la cassa che mi son scelto, c'era la cassiera una splendida quarantenne che non esagero sembra la sorella di Maria Cuffaro. C'era lei, io la guardavo, cercavo di fare il mio sguardo migliore mentre passava il formaggio, lo yogurt e il pane sopra al lettore ottico e io la guardavo, cercavo di fare lo sguardo quello giusto, poi lei mi ha guardato e mi ha detto Son trentadue franchi. Quattro cose, trentadue franchi, sinceramente mi sembrano troppi, le ho detto, saranno massimo sei franchi la mia piccola spesa. Sicché la cassiera si è subito allarmata e mi ha detto Cavoli, il cliente di prima non ha pagato. A quel momento l'ho guardata con uno sguardo ancora più profondo come a dire non ti preoccupare pago io la differenza, basta che poi ci mettiamo in pari a casa. Fatto quello sguardo lì, molto languido, lei si è alzata, è andata a rincorrere l'altro cliente.

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Le ragioni della coda lunga

Io non so voi, ma io da quando lavoro dove lavoro, che lavoro con tre ragazze insieme, mi succede che loro, appena trovano l'occasione mi rinfacciano che son solo io a conoscere quel cantante, ad aver letto quel libro e quel film chissà in quale sala. Adesso fare questo discorso in rete forse non ha senso, che sappiamo tutti che in rete le robe sconosciute girano che è un piacere, per via che se uno dice che Massimo Ranieri è il suo preferito poi non ti legge più nessuno.
Io invece questa cosa di conoscere registi che non conosce nessuno, di apprezzare musicisti semiclandestini e di ammirare scrittori carbonari a me mi è sempre sembrata una cosa normale, anche quando la internet ci controllavo solo la posta di hotmail.
Allora io, ogni volta che loro mi fan sentire come uno della riserva indiana, io penso sempre che per me è una cosa naturale conoscere scrittori sconosciuti, conoscere musicisti sconosciuti e conoscere registi sconosciuti che conoscere artisti conosciuti, non c'è niente da conoscere.

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