Se devo dire una cosa che mi ha insegnato prima il blog poi tumblr e poi tutto il resto, al di là di quanto possano essere goffi i gatti, se ci penso bene, io da quando scrivo sulla internet una cosa che faccio in automatico è pensare il contrario di quello che penso. Adesso magari mi spiego meglio che così sembra un po' criptico.
Metti caso che son lì sul divano che mi sto bevendo qualcosa di dissetante e questo qualcosa di dissetante mi stimola la sinapsi che poi si trasforma, questa stimolazione della sinapsi, in un pensiero, in una riflessione su un fatto della vita. Questa riflessione, siam tutti esseri umani, per il solo fatto che l'ha prodotta la mia mente, il mio primo sentimento è Ma che bella riflessione, ma come l'ho pensata bene, son davvero un tipo.
Questa cosa secondo me, in quanto essere umano, è un riflesso che uno non può farci niente, ti viene e basta.
Dopo poi, per via che queste riflessioni finiscono nella grande discussione allargata della rete, ti accorgi che non son poi granché, queste riflessioni. Anzi, è più facile siano delle cagate incredibili.
Così adesso da quando scrivo sulla internet se mi viene una riflessione su un fatto della vita, prima di scriverla, cioè prima di capire bene cosa avevo in mente, prendo questa riflessione e la rigiro completamente, a 360 gradi come si dice, insomma mi metto di buzzo a pensare esattamente il suo contrario. Poi c'è sempre il caso che da questo suo contrario vien fuori una riflessione molto più incisiva e azzeccata della prima. Questo modo di pensare il pensato mi dà spesso una lettura inaspettata e una prospettiva che fa venire a galla degli elementi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti.
Adesso senza star qui a dire che questo è un metodo filosofico ben collaudato, collaudato negli anni e anni, io prima della internet, anche se questo metodo ne conoscevo l'esistenza, non sono mai riuscito ad usarlo.
Invece adesso con tutta questa tecnologia, son contento, che la internet mi ha insegnato a dimenticarmi di me stesso, a non pensare davvero quello che penso.
Dovevate vedere che roba questo post.
Metti caso che son lì sul divano che mi sto bevendo qualcosa di dissetante e questo qualcosa di dissetante mi stimola la sinapsi che poi si trasforma, questa stimolazione della sinapsi, in un pensiero, in una riflessione su un fatto della vita. Questa riflessione, siam tutti esseri umani, per il solo fatto che l'ha prodotta la mia mente, il mio primo sentimento è Ma che bella riflessione, ma come l'ho pensata bene, son davvero un tipo.
Questa cosa secondo me, in quanto essere umano, è un riflesso che uno non può farci niente, ti viene e basta.
Dopo poi, per via che queste riflessioni finiscono nella grande discussione allargata della rete, ti accorgi che non son poi granché, queste riflessioni. Anzi, è più facile siano delle cagate incredibili.
Così adesso da quando scrivo sulla internet se mi viene una riflessione su un fatto della vita, prima di scriverla, cioè prima di capire bene cosa avevo in mente, prendo questa riflessione e la rigiro completamente, a 360 gradi come si dice, insomma mi metto di buzzo a pensare esattamente il suo contrario. Poi c'è sempre il caso che da questo suo contrario vien fuori una riflessione molto più incisiva e azzeccata della prima. Questo modo di pensare il pensato mi dà spesso una lettura inaspettata e una prospettiva che fa venire a galla degli elementi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti.
Adesso senza star qui a dire che questo è un metodo filosofico ben collaudato, collaudato negli anni e anni, io prima della internet, anche se questo metodo ne conoscevo l'esistenza, non sono mai riuscito ad usarlo.
Invece adesso con tutta questa tecnologia, son contento, che la internet mi ha insegnato a dimenticarmi di me stesso, a non pensare davvero quello che penso.
Dovevate vedere che roba questo post.
technorati tags: Internet, pensieri, insegnamenti, cose della vita







