Nomen omen

C'era lo scorso anno, mio babbo, mi diceva Allora Elena lo prende il bambino? Io gli rispondevo che sì, che Aliaksei stava anche di più delle altre volte, stava due mesi in tutto. Come si chiama, mi diceva. Si chiama Aliaksei, rispondevo. Poi dopo, i giorni prima di venire a Ravenna lui mi diceva Salutami tanto Elena e anche Ivan. Si chiama Aliaksei. Ecco, salutamelo anche lui, diceva mio babbo.
Questa cosa dei nomi, mio babbo, è una cosa normale, è una roba che ci soffrono tutti i maschi di famiglia, tipo che quando c'è da chiamare qualcuno mai che azzecca il nome al primo colpo, se mi deve chiedere il sale prima di chiamarmi col mio nome ne passa in rassegna una quindicina, perlopiù nomi di fratelli e nipoti. Sono anni che io e mia sorella, questa dei nomi, è oggetto di scherno, allora io quando mi diceva Salutami Ivan non è che ci facevo caso più di tanto.
Dopo poi quando ho saputo che quest'anno Aliaksei non sarebbe venuto che al suo posto sarebbe venuto un altro bambino, un altro bambino di nome Ivan, io ho pensato a un segno del destino, questa volta ho pensato, non si può confondere. Così l'ultima volta, prima di andare al mare, lui mi ha detto Salutami tanto Elena e Igor.

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8 commenti:

casso, è sempre più bello leggerti, davvero

E va bé, Aliaksei mica era tanto facile da ricordare come nome, eh. E poi Ivan, Igor, sempre 4 lettere sempre con la I...;-*

il mio papà fa la stessa cosa, secondo me è nel dna di certi papà tanto che me mia sorella e mia nonna mio padre ci chiama con un nome solo che sono le iniziali di tutte noi al(ma)mo(nica)da(niela)

Tutto ciò mi ricorda terribilmente mia nonna... E' così, non ci si può far nulla :-)

sono quello che hai commentato oggi, il geometra. ti ho risposto sul mio blog. e ti ho anche fatto una domanda. e ti ho anche ringraziato dell'attenzione. cosa che rifaccio qui, adesso.

salutami il bimbo.

[ma lo sai che son qui da mezz'ora a guardare gli stas che cambiano zaczac ogni secondo? ma è uno spettacolo meraviglioso!]

Mio padre invece : "Mi passi il coso li sul tavolo?", "Hai visto i cosi che erano qui?", "Ho bisogno del coso" ecc. ecc. il suo linguaggio mi ricorda quello dei puffi! Puffiamo?

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