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Le imitazioni, è fatica
Sono al ristorante cinese e la mia morosa mi fa:
- Senti amore io ti vendo ad un passante, se poi è il cameriere capace che ti tengon lì, ti sfruttano per qualche mese, poi muori di stenti e finisci negli involtini primavera, che ti piaccon tanto.
- Guarda, come futuro non mi posso ancora esprimere, comunque la nostra relazione merita di più.
- Sei il solito ballista. Non ti amo più. Mi hai sempre detto che facevi il controllo delle scorie radiottive nella centrale nucleare di Viganello e invece vengo a sapere che ti diletti a fare l'animatore nel cimitero di Mendrisio.
- Anche le vedove del basso Ticino hanno bisogno di conforto.
- Maiale.
- L'uomo falso, le donne s'innamorano, se poi è un grande obeso con la bombardite, van giù di testa.
- Io di te non ne voglio più sapere.
- Bon, mi fidanzo in casa con la vedova dell'avvocato Binaghi e siamo a posto così.
- Senti amore io ti vendo ad un passante, se poi è il cameriere capace che ti tengon lì, ti sfruttano per qualche mese, poi muori di stenti e finisci negli involtini primavera, che ti piaccon tanto.
- Guarda, come futuro non mi posso ancora esprimere, comunque la nostra relazione merita di più.
- Sei il solito ballista. Non ti amo più. Mi hai sempre detto che facevi il controllo delle scorie radiottive nella centrale nucleare di Viganello e invece vengo a sapere che ti diletti a fare l'animatore nel cimitero di Mendrisio.
- Anche le vedove del basso Ticino hanno bisogno di conforto.
- Maiale.
- L'uomo falso, le donne s'innamorano, se poi è un grande obeso con la bombardite, van giù di testa.
- Io di te non ne voglio più sapere.
- Bon, mi fidanzo in casa con la vedova dell'avvocato Binaghi e siamo a posto così.
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Sarà la nebbia sarà il freddo
Lei: poi sappi che io e Paolo abbiamo un accordo.
Lui: la gatta?
Lei: no no lui. Abbiamo un accordo, che se io ho il sentore che tu il giorno dopo sei girato un po' così o triste lo chiamo e gli dico Senti Paolo, fammi un podcast va' là, che Matteo è un po' giù. Mò lo chiamo, petta un attimo.
Lei: tuu tuu tuu, pronto Paolo? Ciao sono Elena.
Nori: eh, ti sembra l'ora di chiamare, ti sembra?
Lei: senti Paolo ciò un problema, quello là, sarà la nebbia sarà il freddo oggi è girato male.
Nori: cosa ci posso fare. Anche io per me non è proprio un bel periodo, pensa che la gatta Paolo io non la tengo più, tanto mangia. Poi quel compiuter si spegne senza che glielo dico. Poi la Irma ha l'influenza, Francesca che mi dà dell'ignorante e poi l'editore che mi deve pubblicare il nuovo romanzo dice Ti chiamo fra due settimane, son passati due mesi, l'hai sentito? No, l'hai sentito te, per caso?
Lei: no, io conoscevo quello di Ravenna, di editore, ma adesso che sei famoso non chiedermi niente.
Nori: eh, bella roba, esser famosi.
Lei: senti non divagare, mi faresti un podcast per quello là che sarà la nebbia sarà il freddo, oggi è girato male?
Nori: no dai, che oggi son proprio stanco.
Lei: dai stai su da dosso, fammi 'sto podcast!
Nori: eh, ma le voci che stan sulla mia testa, non mi han fatto dormire neanche stanotte.
Lei: io non sopporto la gente che fan così, ma come sei messo?
Nori: vabbè te lo faccio (ma solo perchè sei te e hai messo fanno alla gente).
Lei: Poi lo ha fatto. Perchè Paolo Nori è uno di parola.
(poi quello là, secondo me, sarà la nebbia sarà il freddo, può farglielo riparare in fretta il compiuter, ini Svizzera).
Lui: la gatta?
Lei: no no lui. Abbiamo un accordo, che se io ho il sentore che tu il giorno dopo sei girato un po' così o triste lo chiamo e gli dico Senti Paolo, fammi un podcast va' là, che Matteo è un po' giù. Mò lo chiamo, petta un attimo.
Lei: tuu tuu tuu, pronto Paolo? Ciao sono Elena.
Nori: eh, ti sembra l'ora di chiamare, ti sembra?
Lei: senti Paolo ciò un problema, quello là, sarà la nebbia sarà il freddo oggi è girato male.
Nori: cosa ci posso fare. Anche io per me non è proprio un bel periodo, pensa che la gatta Paolo io non la tengo più, tanto mangia. Poi quel compiuter si spegne senza che glielo dico. Poi la Irma ha l'influenza, Francesca che mi dà dell'ignorante e poi l'editore che mi deve pubblicare il nuovo romanzo dice Ti chiamo fra due settimane, son passati due mesi, l'hai sentito? No, l'hai sentito te, per caso?
Lei: no, io conoscevo quello di Ravenna, di editore, ma adesso che sei famoso non chiedermi niente.
Nori: eh, bella roba, esser famosi.
Lei: senti non divagare, mi faresti un podcast per quello là che sarà la nebbia sarà il freddo, oggi è girato male?
Nori: no dai, che oggi son proprio stanco.
Lei: dai stai su da dosso, fammi 'sto podcast!
Nori: eh, ma le voci che stan sulla mia testa, non mi han fatto dormire neanche stanotte.
Lei: io non sopporto la gente che fan così, ma come sei messo?
Nori: vabbè te lo faccio (ma solo perchè sei te e hai messo fanno alla gente).
Lei: Poi lo ha fatto. Perchè Paolo Nori è uno di parola.
(poi quello là, secondo me, sarà la nebbia sarà il freddo, può farglielo riparare in fretta il compiuter, ini Svizzera).
technorati tags: podcast, Paolo Nori
Del domani non v'è certezza
Io, prima, non ci avevo mica la internet veloce. Allora quando potevo scrivevo dei post e controllavo i commenti. Poi, se la linea a scrocco teneva, mi iscrivevo a una di quelle robe sociali che fan tanto geek, solo poi non potevo mica usarla, alla fine, quella roba lì. Desso invece che ho la internet veloce ci ho preso gusto e così ho aperto prima il Posticino (che è in pausa) e per non farmi mancare niente anche un Tumbrl. Sempre insieme a Elena, ché da solo dove vuoi che vada. Da solo potrei al massimo chiudere un blog, eh.
technorati tags: internet veloce, tumbrl, twitter, il Posticino
Sta' su da dosso
Io son giorni che mi dico Dai che ci riesci, sta' su da dosso che ci riesci, sta' su da dosso! Che uno non lo direbbe mai, leggere un blog, uno non lo direbbe mai che dietro un blog c'è uno che non ha della fantasia. Uno, normalmente, leggere un blog, soprattutto se ci capita per caso, lo pensa sul serio Cavoli che fantasia questo qua, scrivere tutti i giorni o quasi. E invece devono sapere, questa gente che capitano per caso su un blog, che la fantasia è un bene come un altro, che se te non lo coltivi poi finisce che si spegne. Poi, questa gente, devono anche sapere che l'agricoltura della fantasia è molto complicata, che non sempre dà dei risultati. Che magari questa gente qua pensano che basta stargli un po' dietro a questa agricoltura della fantasia, pensano che basta avere un po' di presenza mentale e il gioco è fatto. La presenza mentale io non so bene cos'è, son tutti degli psicologi sociali che usano dirlo, che la presenza mentale uno, se vuol vivere in modo fantasioso, meglio averla. Io, di corsi di psicologia ne ho fatti tanti, e alla fine ho capito che la presenza mentale è un po' quella roba che si può anche chiamare: far attenzione a quel che ti capita. Solo non fa lo stesso effetto. Poi, avere un blog, ti accorgi che anche con tutte le attenzioni che servono e una vita bella piena alla fine poi se quelle poche idee le metti prima su twitter non è che ti puoi lamentare. Siam mica della Coldiretti, che loro se fan due litri di latte in più van su a Bruxelles a lamentarsi e nel viaggio riempion di merda l'autostrada.
technorati tags: blog, agricoltura della fantasia, presenza mentale, psicologia, coldiretti, latte, lamento, unione europea
Lo sapevate
Che il Corriere della Sera Magazine ha pubblicato un pezzo su come gira il fumo nella blogosfera italiana, eh? No, perché qui si colma la distanza tra vecchia e nuova informazione, si sta sempre sul pezzo, mica cazzi.
Oh, nell'articolo c'è tutto, persino la borsa di Robin Good che col suo blog guadagna fantatriglioni di dollari al mese. Fosse vero organizzerei un esproprio proletario. Fortuna che non si è mai visto un giornale scrivere cose vere.
Oh, nell'articolo c'è tutto, persino la borsa di Robin Good che col suo blog guadagna fantatriglioni di dollari al mese. Fosse vero organizzerei un esproprio proletario. Fortuna che non si è mai visto un giornale scrivere cose vere.
technorati tags: blogosfera, giornali, cazzate, euro, guadagni, esproprio proletario
Tutto è nato all'arci tartufi
Ci sono dei giorni che uno pensa di conoscerla bene, una persona, poi questa persona fa delle mosse che a te tocca ricrederti. Che io cosa conosco, pensavo di conoscerla bene, Elena, invece poi dopo mi è toccato ricredermi. Io di Elena ho capito subito che è una donna con un carattere deciso, sempre molto impegnata col lavoro e che ha un’alta considerazione dell’amicizia. Poi ho anche capito delle altre robe tipo che è una persona allegra, ma mica posso mettermi qui a far giù la lista.
Lei che ama molto il suo lavoro e vive intensamente le persone, poi uno se ne accorge, da quello che vuol farti vedere, che vive intensamente le persone. Per dire, l’ultima volta io a Lugo, mi ha fatto vedere tutti i posti dove passa le giornate: dall’ufficio, al comune, al bar dove va a fare colazione con i colleghi. Poi quel giorno lì, che mi fatto vedere tutti i suoi luoghi a Lugo, a un certo punto è sbucato fuori da un angolo John De Leo che prima mi ha salutato e poi ha detto Ciao Elena. Io, ancora ci penso a quel saluto lì, che lui avrà pensato Io quello non lo conosco ma se è con Elena mi conviene che lo saluto. Dopo io a lei le ho detto subito Porcatroja, mi ha salutato John, che io i Quintorigo, lo considero un miracolo, esser nati in Italia. Lei, per quel saluto, vedermi così felice, si è sorpresa un po’, che lei, salutarlo, è una cosa normale. Poi dopo mi ha pure raccontato che lei, quando lavorava all’arci tartufi, lui passava spesso dal suo ufficio, si sedeva vicino alla finestra e si metteva a scrivere le sue poesie sopra un calepino. Dopo quando finiva di scrivere e rinveniva da quella specie di limbo che è tipico degli artisti quando si mettono in contatto con il loro mondo, le chiedeva di leggerle e di dargli un parere. Desso lei mi ha confessato che alcune eran belle altre eran dellecagate pazzesche poesie un po’ ingenue a tratti giovanilistiche, però lei, che ha sempre un’alta considerazione dell’amicizia, gli ha sempre detto che eran belle o se non lo erano glielo diceva con quel fare tipicamente romagnolo che alla fine ti mette anche allegria.
Questo per dire, che io non l’avrei mai pensato, però se ascoltate i Quintorigo con John che canta, c’è da ringraziare Elena.
Io invece, la cosa principale, per esser felici, un’alta considerazione dell’amicizia, ho imparato.
Lei che ama molto il suo lavoro e vive intensamente le persone, poi uno se ne accorge, da quello che vuol farti vedere, che vive intensamente le persone. Per dire, l’ultima volta io a Lugo, mi ha fatto vedere tutti i posti dove passa le giornate: dall’ufficio, al comune, al bar dove va a fare colazione con i colleghi. Poi quel giorno lì, che mi fatto vedere tutti i suoi luoghi a Lugo, a un certo punto è sbucato fuori da un angolo John De Leo che prima mi ha salutato e poi ha detto Ciao Elena. Io, ancora ci penso a quel saluto lì, che lui avrà pensato Io quello non lo conosco ma se è con Elena mi conviene che lo saluto. Dopo io a lei le ho detto subito Porcatroja, mi ha salutato John, che io i Quintorigo, lo considero un miracolo, esser nati in Italia. Lei, per quel saluto, vedermi così felice, si è sorpresa un po’, che lei, salutarlo, è una cosa normale. Poi dopo mi ha pure raccontato che lei, quando lavorava all’arci tartufi, lui passava spesso dal suo ufficio, si sedeva vicino alla finestra e si metteva a scrivere le sue poesie sopra un calepino. Dopo quando finiva di scrivere e rinveniva da quella specie di limbo che è tipico degli artisti quando si mettono in contatto con il loro mondo, le chiedeva di leggerle e di dargli un parere. Desso lei mi ha confessato che alcune eran belle altre eran delle
Questo per dire, che io non l’avrei mai pensato, però se ascoltate i Quintorigo con John che canta, c’è da ringraziare Elena.
Io invece, la cosa principale, per esser felici, un’alta considerazione dell’amicizia, ho imparato.
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