Non sono la persona più adatta per parlarne. Non guardo la televisione. Le poche volte che lo faccio abbasso il volume e accendo la radio, la uso come fonte di luce. È oggettivamente inguardabile, forse durante la notte mandano pure cose interessanti, ma io. Lo sapete, sono molto occupato in questo periodo. Qualche giorno fa parlavo al telefono con un'amica, la quale mi diceva che il reality “la pupa e il secchione” si regge su un’idea intelligente, visto che alla fine le donne escono sempre vincitrici. Nella contrapposizione con i secchioni vincono loro. Impediscono agli scienziati di concentrarsi e tanto basta per cantar vittoria. Il concetto ultimo è che tira di più un tanga indossato da una gnocca che la critica alla ragion pratica di Kant, e ci mancherebbe. Non voglio star qui a dirvi quanto l’immagine della donna esca avvilita, non è questo il punto. Il dramma vero è che se da un lato si mette in piazza tutta quella ignoranza, e dall'altro tutta quella incapacità di essere veri uomini, lo si fa per far sentire meglio il telespettatore medio. E funziona alla grande. Inoltre, è ora di scavalcare una volta per sempre l’inganno televisivo: il format del reality non esiste, ogni cosa che passa in televisione è stata pensata e scritta a tavolino. Deve essere accattivante, deve fare ascolto, poiché la televisione è un luogo di vendita e basta. Si vendono spazi pubblicitari e il valore glielo danno i telespettatori. Questo mi porta a pensare che le suddette gnocche dalla testa bacata, non siano in realtà così ignoranti come ci vogliono far credere. Ripeto, io non ho mai visto la trasmissione, ma non vivo su marte e purtroppo queste cose sono altamente pervasive.
Come si fa a non pensare che dietro la risposta data da una di loro – chiamata a riconoscere la foto di Hitler e che per tutta risposta dice: “Ah sì, deve essere un comico” – non ci sia la mano di un autore?