Davvero un colpo basso
Tutti insieme!
Domani mattina, poco prima del rintocco di mezzodì, un piccolo Blogger Ticinensis si recherà in una grande città, nella sede di una grande azienda, per sostenere un colloquio di grande importanza.
Per realizzare questo suo unico e irrinunciabile desiderio, egli non può far altro che richiedere il vostro invito ad entrare nel deretano di un enorme e ignaro cetaceo.
Nel caso voi siate delle anime pudiche e sensibili potete aiutarlo in altri modi. Ecco cosa è stato previsto dal Comitato Centrale del Bloggo Intestinale.
osservate quindici secondi di silenzio con sguardo rivolto verso il cielo, tenendo le mani in posizione votiva. Passato il silenzio pronunciate, per tre volte, una raccomandazione al padrone di casa del tipo: “Oh Signore aiutalo a trovare la sua strada”.
osservate quindici secondi di silenzio ad occhi chiusi tenendo le braccia conserte. Passato il silenzio pronunciate, per tre volte, una raccomandazione del tipo: “Vai Matteo quel posto è tuo”.
Sindrome Chiara
Si ritorna sul mercato
Ogni riferimento a fatti o persone
La madre delle reti crea legami tra persone e ancora non sappiamo bene come valutarli, come svilupparli, come raccontarli. Si conoscono uomini, donne, si rimane affascinati dall’ignoto, dall’ombra del virtuale. Ci si confida subito, ci si apre che neanche l’agnello pasquale attraversato dalla lama del macellaio. Il cervello e l’immaginazione partono per la tangente e arrivederci e grazie. La vita reale perde temporaneamente interesse. Dopo qualche tempo si passa a pianificare il primo incontro, i rapporti virtuali devono completarsi con il contatto e quando il coinvolgimento è alto questo accade. Arrivati a tal punto è usuale pensare di essere già innamorati, di conoscere già tutti i segreti, di avere la strada spianata verso il materasso, spesso è così, ma è tutt’altro che un vantaggio. In realtà si perde l’eccitazione dei primi sguardi, delle piccole conquiste e dei sorrisi nati dai sottili doppi sensi. Anche le reazioni sono facilmente prevedibili e purtroppo nemmeno gli odori paiono una piacevole novità. Viene a mancare l’effetto sorpresa. Nei casi più fortunati la spinta erotica tiene per qualche tempo, ma le pieghe si avvertono immediatamente. Il fatto è che ‘tutto’ è già stato consumato dalla rete, con molta meno emozione.
Io preferisco i rapporti tradizionali. Le amicizie, ma soprattutto gli amori, nati attraverso la rete sono meno coinvolgenti di un rapporto sessuale con il termosifone.
[Questo post è una provocazione che spera di trasformarsi in uno spunto di riflessione, se qualcuno si sente chiamato in causa lo fa senza la mia volontà].
Un messaggio ai miei
Le bambole di Dresda
In ambiente indie i Dresden Dolls sono una vera celebrità, ma al di là di questa stretta cerchia di pubblico non godono di grande popolarità. Per questo, oggi, le bambole di Dresda puntano al successo senza mezzi termini. Vogliono fare il botto e non lo nascondono. Non ci riusciranno, non ora. Questo secondo capitolo è ancora troppo complesso, troppo raffinato e troppo differente rispetto al loro precedente, omonimo, capolavoro – se non lo avete rimediate subito è un ordine! È vero, non potevano ripetersi (anche se, secondo me, così facendo avrebbero raggiunto più pubblico), di conseguenza in questo Yes Virginia sono quasi del tutto scomparse le improvvisazioni e l’attitudine punk, che tanto mi avevano stregato. C’è meno trasporto ma altrettanto godimento. Tutto si snoda con più calma e classe. Yes Virginia è un album poco immediato, dovete superare i primi tre ascolti per iniziare ad apprezzarlo e ad ogni ascolto successivo il gradimento salirà fino a vette parossistiche. Garantito.Il gruppo si è formato nel
Come potete vedere dalla foto il loro abbigliamento prende spunto dal teatro di inizio Novecento e si va ad inserire in una miriade di influenze che spaziano da Marlene Dietrich, a Kurt Weil, allo stesso Brecht, fino ai più recenti Sparks e Fiona Apple.
[Sono certo che anche Amanda e Brian hanno il vizio di allungarsi le maniche dei maglioncini per infilarci le mani, anche d’estate. Solo le persone dal cuore puro lo fanno, e loro ce l’hanno].
La loro arte è in definitiva una miscellanea di ascendenze musicali e teatrali che fanno pensare ai Dresden Dolls come ad una realtà assolutamente originale. Non tutto è perfetto: c’è qualche sbavatura, qualche piccola ingenuità, ma Yes Virginia non può mancare dalla vostra discarica.
Non è più una coincidenza
Con una cadenza che varia dalle due alle quattro volte al mese, vengo allegramente approcciato da qualcuno che mi scambia per un suo conoscente. Capirete che sentirsi la fotocopia umana di qualcun altro non è che sia esaltante. Non mi resta che cercare di sfruttare questa disgrazia, ma difetto nelle strategie - probabilmente perché inconsciamente mi incazzo ancora.
Di solito succede questo.
Una persona prima mi fissa, poi si avvicina, mi guarda negli occhi e dice:
- Ma tu sei Bruno?
- Ci conosciamo vero?
Una volta una donna mi disse:
- Cazzo mi stavo rovesciando il bicchiere addosso, mi hai fatto prendere un colpo, sei identico al mio ex.
Primo: un colpo più che fartelo prendere te lo darei io (decidete voi dove).
Secondo: speriamo che il tuo ex ti abbia mollato per andare a fare il missionario in Africa e non per una topa più giovane.
Terzo: ma non vi viene in mente un approccio più originale?
Inevitabilmente questi pensieri si traducono in un'espressione facciale che definire aliena è davvero un eufemismo. Se mi viene in soccorso un apprezzabile tasso alcolico rispondo a tono:
- Guarda, se questo Bruno è un figo da paura allora fai conto che sono io, sennò buona serata.
Questi incontri non vanno mai a finire come dovrebbero. Mai una volta che facciano una rimpatriata con l'ex (anche se tarocco). Potrebbero giovarsene, invece finisce tutto in un sorriso, spesso imbarazzato. Presumo che dietro ci sia una sete di vendetta, probabilmente mi tocca espiare colpe di altri.
Precetti di primavera
Durante questo periodo non posso far altro che ripetere all'infinito il mio mantra taumaturgico:
- Stai fermo, stai tranquillo, tieni giù le mani, non toccarti, non toccarti, non toccarti, non toccarti, se non vuoi ritrovarti la faccia gonfia come 'na zampogna!
Post votum
Nelle scorse settimane ho letto ogni genere di epiteto rivolto alla categoria degli elettori italiani residenti all’estero. Quello che più dispiace è che questi strali provenivano da blogger di sinistra. Il tono delle affermazioni era più o meno questo: in fondo perché devono votare; dell’Italia non conoscono un cazzo, non ne subiscono le leggi, in alcuni casi non parlano nemmeno più la lingua italiana e come se non bastasse l’iniziativa è stata voluta da Tremaglia e tanto basta. Meglio dare il voto agli immigrati che vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia.
Non me ne sono meravigliato più di tanto. Adesso, con lo stesso fazzoletto con cui mi sono mondato la faccia dalla merda vi asciugo le lacrime. Nel caso si accettano volentieri ringraziamenti. I trucchi del piazzista lombardo da lontano non funzionano e spesso si colgono i fatti con più lucidità. Per il voto agli immigrati iniziamo a fare pressione.
Non ho più voglia di niente
Non abbiamo molte cose di cui godere, perché allora rinunciare alla più importante? Non voglio incolpare nessuno né fare l'infermiere della croce rossa - cosa che peraltro professionalmente mi è venuta piuttosto male - però, credo che ogni donna con un minimo di conoscenza del proprio corpo, con una media propensione alla trasgressione e con un uomo capace di amarla possa godere di quanto la natura ci ha regalato. Affoghiamo l'anorgasmia nei manuali di medicina e di psicoanalisi e ricordiamoci che l'unico vero Peccato è pensare che sia una realtà immutabile.
Se quello che ho scritto non ha senso sappiate che è colpa sua, è tutta la settimana che ascolto la sua musica, che cosa volete che mi rimanga nel cervello? Poltiglia fetida e nulla più.




















