Figli delle stelle

di Lady Blaze

diego si fa leggere il futuro per strada. gli amici increduli, in disparte ironizzano. gli stessi amici due giorni dopo, come ogni sabato, si ritroveranno a venerare il dio oroscopoDrepubblica. a loro piace credere a questo oracolo mai banale, che non predice eventi certi ma si limita a entrare nelle quotidianità altrui per commentarle. stasera tra gli amici di diego c'è lei. tra due giorni anche lei sfoglierà la rivista partendo dalla fine. la posta di galimberti e poi il suo destino. ancora cinque giorni e le capiterà di prendere una decisione che potrebbe apparire irresponsabile. il sabato successivo il dio oroscopo reciterà così:

Capricorno
(22/12-21/1)
Coup de boule. Testata, colpo di cranio. Ne stanno parlando molto in Francia, in questo periodo. È una delle vostre specialità. Ma non perché perdete all’improvviso il controllo e vi mettete a sbattere contro un palo della luce. Sapete quello che fate, e che state per fare, non siete nel gruppo degli autolesionisti. La vostra testata, quando arriva, è lucida, mira il bersaglio e finché non lo ha sbriciolato non smette di colpire. L’azione non ha nulla di isterico. Usate la testa con successo anche contro la più dura delle incudini. Nessuno può gareggiare con voi. C’è solo il dubbio sul materiale della calotta: titanio, carbonio, marmo di Carrara o alluminio. Forse sceglierete quest’ultimo, perché costa meno.

lei sorriderà, penserà che l'oroscopo in retrospettiva è troppo semplice, ma compiaciuta evidenzierà quella frase: È una delle vostre specialità. Ma non perché perdete all’improvviso il controllo e vi mettete a sbattere contro un palo della luce. Sapete quello che fate.
sapete quello che fate.

Esiste

Nevertheless, I don't think we will meet again.

Ci sono

Sti cazzi.

Due anni

Sono due anni. Due anni che aspetto il nuovo disco di Woven Hand. In questo periodo non solo ho ascoltato fino allo sfinimento il suo predecessore Consider the Birds, ma ho anche temuto il peggio. Dopo lo scioglimento dei Sixteen Horsepower, David Eugene Edwards poteva andarsene e appendere la chitarra al muro, per sempre. Darsi definitivamente alla fede, alla religione, al cristianesimo, passione che lo divora da sempre, e già me lo immaginavo in seminario a pregare in silenzio. Invece è rimasto. In mezzo alla musica. Dentro la vita.
Con reverenza e pieno di aspettative ho accarezzato il
nuovo album quasi fosse una preziosa reliquia. Con artisti di questo calibro ogni lavoro è una piccola sorpresa, nel bene e nel male. Mosiac non è da meno, ma *purtroppo* qualcosa non funziona: melodie medievali, atmosfere asfittiche, senza alcun ricambio, ingabbiate in una autoreferenzialità fine a sé stessa. La chitarra e il clavicembalo confezionano senza accenti particolari la parte strumentale e la voce monocorde non risponde come in passato. Scorre senza lasciare emozioni bloccata da troppa oscurità. A confronto Tony Wakeford sembra un parente stretto di Tonino Guerra. Un folk gotico che non mi piace *più*, anzi vado oltre, mi spaventa, soprattutto se ad interpretarlo è una voce maschile. Ultimamente non digerisco molto gli uomini, ancor più quando vogliono sembrare enigmatici e maledetti oltre misura. Basta. Sarà colpa dei troppi ascolti di gioventù targati World Serpent, e Mosiac è un continuo rimando. Insomma non c’è stato nulla da fare. Non sono riuscito ad ascoltarlo per intero. Ad entrarci veramente. Troppe aspettative, forse. Per riemergere da tanta delusione non potevo che annegare in una voce femminile, suadente come nessuna. Così ho ascoltato Begin to Hope di Regina Spektor ed è stata subito tutta un’altra musica. È lei la diva di ogni pentagramma la madre di ogni pianoforte, che possa mantenere tale splendore per l’eternità.

[Per avallare o confutare quanto scritto è consigliabile scaricare il nuovo album di Woven Hand qui e quello di Regina Spektor qui. Sempre con la solita postilla, comprate se potete].

Mi sento

Sotto l'asfissiante influsso della legge di Murphy, e non trovo rimedio.

Accostamtenti

Ieri, non volevo finisse. Quando un film piace non si vorrebbe mai vedere la parola fine. Doveva in qualche modo continuare. La New York post undici settembre, le storie di droga di Monty, l'amore di Naturelle, gli amici di sempre e quelle poche ore che ti dividono dal baratro. La 25esima ora non è solo questo, è anche un senso di malinconia nei confronti della vita che, se ti deve insegnare qualcosa, lo fa senza sconti.
Obbligato a prolungare quel sapore acre, quel leggero tremore allo stomaco che sai già, non ti farà dormire, ho ascoltato il disco dei Beirut (sembra uno scherzo del destino) e l'emozione si è allargata dentro me, ancora per qualche ora.

Terrore

È svegliarsi di soprassalto in piena notte convinto di aver lasciato un oggetto molto personale in casa di una donna sposata.

Sommo gaudio

È scoprire, in una mattina di luglio, di avere nel proprio lettore il miglior disco dell'anno.

Vive la France!



In Italia è ormai lo sport nazionale, prendere per il culo i francesi. Tra i due popoli non c'è mai stata tanta simpatia, e dopo la finale, tutto è stato ancor più esasperato. L'orgoglio italiaota ha dato il peggio di sé, e la Francia sembra essere il ricettacolo di ogni tamarraggine, quando va bene. Io la penso diversamente, ci sarebbe parecchio da imparare, dai francesi. Per dire, loro in televisione fanno suonare i Louise Attaque e Dionysos (vedere video da brividi) oppure gli Indochine. Nello stesso format televisivo, condotto in Italia da Vincenzo Mollica, suonavano Cremonini Ligabue e
Gigi D'Alessio. Farei cambio subito, ché non ci sono dubbi su chi sia messo peggio.

Pubblicità progresso

[Syd Barrett approverebbe]
Qui la versione fattanza.
Qui la variante marxista.

Sufjan Stevens in loop

Sotto, le tre versioni originali presenti nell'ultimo disco The Avalanche, giusto per capire a che livelli stanno sti marmocchi:
Chicago (acoustic version).mp3
Chicago (adult contemporary easy listening version).mp3
Chicago (Multiple Personality Disorder version).mp3

Frase fatta

Finora l’ho sempre pronunciata scherzando, vorrei farlo seriamente per gustarmi la reazione, che è quasi sempre violenta. Malgrado ciò, è una frase che connota piuttosto bene la qualità dell’universo amoroso di molti uomini, pertanto è utile conoscerla. Quale? Elementare: “Girati che ti amo”.

Con un citì così...stasera ce li fumiamo

Prima della partita con la Germania, una sana risata davanti a questa immagine ha portato fortuna. Io il rito lo ripeto, ché bisogna attaccarsi a tutto.

L’idea originale è stata partorita da queste menti geniali.

Odio l'estate

Ché sudo anche tra le chiappe, mica per altro.

L'amore spiato

Per i baciapile rimane un peccato inconfessabile, per i timidi un sogno erotico ardito, per la maggioranza un’opportunità da sfruttare appena possibile, per pochi una piacevole esperienza. Tra i pochi figurano anche due amanti cileni, che hanno sbadatamente fatto l’amore* nell’ascensore di un centro commerciale. Il loro amplesso è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, senza destare il minimo sospetto nei due. Inutile dire che questa unione carnale è ormai diventata un tormentone, non solo in rete. Schiere di giornali ne hanno parlato. Il video dura poco più di quattro minuti e non è certo paragonabile alle sequenze di ‘Biancaneve e i sette negri’, tuttavia la spontaneità dei gesti e la sensazione che i due si amino davvero donano al video un che di romantico. Embè che volete? Ah dimenticavo, siete un pubblico di sfiancati vogliosi. Scaricatelo qui.

*In omaggio alle prime cento fanciulle che riconoscono l’ovvia citazione: un amplesso in ascensore, se proprio, anche ripreso.

Lettori di un certo livello

[cliccate per ingrandirla]
Mi offriranno un incarico o devo preoccuparmi?

Parlate con voi



Il bianco è così

di Lady Blaze*
mercoledì pomeriggio dalla parrucchiera (la pettinatrice, come dici tu).
una goccia di tintura per capelli spicca sul candore della gonna bianca di maria, la parrucchiera di cui sopra.
- il bianco è così, lo metti un giorno e il giorno dopo già lo devi lavare.
- eh, ma anche il nero. non credere, che anche il nero...
discorsi da salone di bellezza.
io sorrido tra me, e penso a maria che tiene banco. a ilaria, la sua assistente, che la emula con dedizione. questo gineceo in cui ogni tanto capito, in cui tutte sono amiche del cuore di maria, e cappuccino dal bar, lei signora prende qualcosa? no oggi offro io e non si discute, e confidenze, considerazioni, tanto dialetto. maria è opinionista, amica, confidente, intrattenitrice. recita un ruolo diverso con ogni cliente, interpreta le personalità, ma forse non ci pensa nemmeno. non dev'essere facile. di fondo emerge la sua personalità, di donna scazzata, insofferente ma tenace. il divorzio, la nuova vita, il tatuaggio a quarant'anni, le extension, la pelle perennemente abbronzata dalla doccia solare.
- ti ricordi quando si mettevano le sedie fuori e si passava la serata a chiacchierare?
- io dico che si stava meglio prima.
*[Chiedo venia alla diretta interessata e ai lettori tutti. Avrei dovuto farlo prima, ma le buone maniere a volte mi sfuggono. Dietro il nome Lady Blaze si cela una fanciulla con delle spiccate doti letterarie - a mio insindacabile giudizio - che ha accettato di scrivere per il BI. L'ho ricattata e ha ceduto. Sarebbe buona cosa, da parte vostra, considerarla parte integrante del blog dimostrando il vostro apprezzamento, o la vostra disapprovazione, tramite commento come fate abitualmente. Lei, in teoria, risponderà e deciderà autonomamente cosa svelare di sé stessa].