Vivo alla rovescia e purtroppo non sono Nanni Moretti
Cose dell'altro mondo
Zurigo è troppo avanti
Come vedete la sensibilità degli amministratori di una città come Zurigo non passa certo inosservata. In quasi tutti i luoghi pubblici si trovano alcune decine di posteggi riservati al pubblico femminile, e non perchè - come qualche malizioso tra voi starà sicuramente pensando - le donne siano un autentico cataclisma al volante, bensì per 'proteggerle' dalla dabbenaggine maschile. Infatti, questi posteggi, ancorchè più grandi del normale, sono posizionati in zone a forte traffico pedonale (spesso, se si tratta di un supermercato, si trovano vicino alle uscite/entrate del parcheggio) e vengono illuminati 'a giorno'. Dire che tutto ciò elimini le aggressioni nei confronti delle fanciulle è indubbiamente un atto di sovrastima verso il genere che mi tocca rappresentare, purtuttavia questo modo di pensare l'architettura cittadina può concorrere a scoraggiarle.
Poi capita di vedere certi uomini - che dovrebbero pensare ad altro - alle prese col vil denaro e uno si spiega subito tutto questo timore nei confronti di un genere, quello maschile, completamente dominato dalle voglie terrene senza più alcun rifugio tramandato dal potere tradizionale.Radio Terapia
Fraintendimenti
Votate che potete vincete!
L'anno dei mondiali
Cerco di riacquistare un po’ di lucidità, porgo il mio biglietto e così fanno i miei compagni di viaggio, tranne una.
- Lei non ha il biglietto? Dice il controllore.
- Veramente ho l’abbonamento annuale, ma questa mattina ho fatto tutto di corsa e l’ho dimenticato a casa, dice la ragazza.
- Posso anche crederle, ma le regole mi impongono di farle il biglietto, dice impugnando la cassa mobile.
- Non può chiudere un occhio, per una volta, dice.
- Mi spiace, le regole sono fatte per essere rispettate, dice.
- Da dove è partita, chiede il controllore.
- Da Chiasso, risponde la ragazza.
- Destinazione?
- Bellinzona, dice.
- Andata e ritorno?
- Sì.
- Ho bisogno anche del suo nome, cognome, data di nascita e indirizzo, dice il controllore.
Un po’ intimorita la ragazza risponde, quando arriva alla data di nascita dice:
- 10.07.1990.
Che cosa? Questa ragazza è nata nel 1990?! Va in giro senza passeggino?
In un botto mi sento un matusalemme. È nata mentre Baggio e Schillaci facevano sognare milioni di italiani?
- Sono 21 franchi, dice il controllore.
Che botta, penso.
- Si ricordi che potrà chiedere il rimborso se si presenta allo sportello della stazione con questo biglietto e il suo abbonamento.
La ragazza non risponde tiene dentro di sé tutto il suo odio e si vede.
Mentre il controllore se ne va penso ai giocatori che andranno ai prossimi mondiali, forse solo due o tre di loro sono più vecchi di me gli altri tutti più giovani. Questa considerazione non mi fa iniziare la settimana nel migliore dei modi.
Darsi un sacco d'arie
So di essere in minoranza ma tant’è, non ci posso far niente è più forte di me, ogni volta che vedo Daria Bignardi mi vien voglia di maledire il progresso tecnologico perché ancora del teletrasporto non se n’è fatto nulla. Se faccio mente locale (che cazzo vuol dire poi) trovo una sola cosa piacevole: la voce. A questo punto è fuor di dubbio: non so cosa vuol dire fare mente locale.
Tornando alle cose serie, la signora Bignardi non la posso proprio soffrire, con quella sua aria da maestrina che sembra sempre che ti debba rivelare chissà quale verità. La madre di tutti i reality show conduce una trasmissione su La7 che si chiama Le Invasioni Barbariche. L’ho vista solo un paio di volte e sinceramente mi è bastato. È un programma che mi lascia senza parole perché ‘il vorrei ma non posso’ fa sempre una gran tristezza. L’intendimento della Bignardi è di dibattere di problemi seri, ma alla fine la butta sempre in vacca (come capita spesso in televisione). Un’altra cosa che non riesco a reggere del suddetto programma sono le cosiddette interviste barbariche. Che poi non si capisce che cosa abbiano di così tanto crudele, visto che ultimamente
A tutti i genitori
Quando parlate con i vostri figli non cercate di aver ragione a tutti i costi, fatelo solo se le vostre argomentazioni sono davvero importanti.
Non cercate di avere sempre l’ultima parola in virtù del vostro ruolo, fatelo solo se strettamente necessario.
Non potete dire Ma perché non esci mai? salvo poi dirgli, quando decide di uscire, Devi proprio uscire stasera?












