Vivo alla rovescia e purtroppo non sono Nanni Moretti

È da quando sono nato che mi capita di fare le cose esattamente in maniera contraria rispetto alla maggioranza e mica lo faccio apposta, tanto per fare il diverso, no, mi viene naturale. Da piccolo se dovevo colorare un disegno tenevo fermo il pennarello e giravo il foglio, e da allora è stato un susseguirsi di abitudini rovesciate. Oggi quando mangio gli spaghetti giro la forchetta in senso orario, quando allaccio le stringhe faccio dei fiocchi strani e in alcune situazioni intime (non vi dico quali che c’ho l’ormone in botta) rovescio i movimenti. Oramai ci ho fatto il callo, ma nonostante ciò, ieri mi sono stupito perché la manifestazione di diversità è stata patente. Da qualche mese la sera bevo una buonissima tisana a base di melissa, che è un’erba rilassante che dovrebbe indurre il sonno. Il sonno è sicuramente migliorato in qualità, visto che ogni volta che la bevo mi faccio di quei viaggi onirici che nemmeno l’assenzio. Comunque, anche bevendo questa tisana, ho sempre anticipato il trillo della sveglia di quasi un’ora, mi sono sempre svegliato prima, non so perché. Ieri per ragioni di lavoro ho bevuto qualche tazzina di caffé in più (di solito ne bevo due al massimo tre) ma ieri ho più che raddoppiato, la sera non ho bevuto la tisana e la notte ho dormito tantissimo. È stata la prima mattina che mi sono svegliato dopo lo squillo di quell’orrido oggetto posto sul comodino. Sapere che dalle proprie mani esce un mondo disegnato al contrario offre un grande vantaggio: non si può mai dare nulla per scontato.

Cose di questo mondo



Sorprendenti i Moore Brothers, emozionante Mark Eitzel narcolettica Paula Frazer.

Cose dell'altro mondo

Tipo quando carichi nel lettore mp3 l'ultimo disco di Mark Eitzel, qualche ora prima di andare al concerto, e non senti niente.

Zürich=zü riich (in dialetto zurighese)=zu reich (in tedesco)=troppo ricco

Zurigo è troppo avanti

Come vedete la sensibilità degli amministratori di una città come Zurigo non passa certo inosservata. In quasi tutti i luoghi pubblici si trovano alcune decine di posteggi riservati al pubblico femminile, e non perchè - come qualche malizioso tra voi starà sicuramente pensando - le donne siano un autentico cataclisma al volante, bensì per 'proteggerle' dalla dabbenaggine maschile. Infatti, questi posteggi, ancorchè più grandi del normale, sono posizionati in zone a forte traffico pedonale (spesso, se si tratta di un supermercato, si trovano vicino alle uscite/entrate del parcheggio) e vengono illuminati 'a giorno'. Dire che tutto ciò elimini le aggressioni nei confronti delle fanciulle è indubbiamente un atto di sovrastima verso il genere che mi tocca rappresentare, purtuttavia questo modo di pensare l'architettura cittadina può concorrere a scoraggiarle.
Poi capita di vedere certi uomini - che dovrebbero pensare ad altro - alle prese col vil denaro e uno si spiega subito tutto questo timore nei confronti di un genere, quello maschile, completamente dominato dalle voglie terrene senza più alcun rifugio tramandato dal potere tradizionale.

Che si dice in giro



....con un tragico errore...non so se perdonarli..ci penserò.

Son cose


In Ticino mica abbiamo Oliviero Toscani.

Radio Terapia

Se vi hanno rigato l'auto nuova, se avete più punti in faccia che sulla patente, se vi hanno rubato in (la) villa, se tutto procede secondo i piani previsti (da qualcun altro), se la fidanzata/o ci ha ripensato e non vuole più abbandonarvi, non fate gesti inconsulti, c'è un rimedio più semplice e soprattutto molto efficace: ascoltare Radio Terapia. Ormai una stazione radio non la si nega più a nessuno, perciò, da ieri, è online anche la mia. Per ascoltarla cliccate sul bottone omonimo posto sulla destra e - dopo che per magia avrete davanti agli occhi una nuova finestra - cliccate sulle cuffie denominate per l'occasione, studiodopo. All'inizio ci sono 30 secondi di pubblicità, ma se resisterete potrete ascoltare gran parte della musica che mi fa battere il cuore, diversamente potete leggere un libro che non è mai tempo perso.

Fraintendimenti

Leggere i giornali italiani è, ogni giorno di più, un'esperienza estatica. Addirittura lisergica quando il portatore nano di democrazia rilascia una delle sue dichiarazioni. Prima leggo che vuole dare una casa a tutti, (vi giuro che ho pensato a questa) poi quando qualcuno dei suoi gli dice cha ha detto la solita cazzata lui accusa i giornalisti e fa prontamente retromarcia. Secondo me alla fine la casa la darà solo a chi ne possiede già due e vuole la terza in costiera amalfitana. Per questo e per altre amene situazioni considero l'Italia un grande paese.

Votate che potete vincete!

Nonostante le apparenze questo sondaggio vorrebbe essere una cosa seria. Una sorta di analisi sociologica da supermerkato, ma con un obiettivo preciso: fare tesoro dell'esperienza. Fate la vostra scelta in totale serenità, i risultati verranno analizzati al più presto e messi a disposizione di tutti.


Perché le storie d'amore finiscono?









L'anno dei mondiali

- Biglietti prego, dice il controllore.
Cerco di riacquistare un po’ di lucidità, porgo il mio biglietto e così fanno i miei compagni di viaggio, tranne una.
- Lei non ha il biglietto? Dice il controllore.
- Veramente ho l’abbonamento annuale, ma questa mattina ho fatto tutto di corsa e l’ho dimenticato a casa, dice la ragazza.
- Posso anche crederle, ma le regole mi impongono di farle il biglietto, dice impugnando la cassa mobile.
- Non può chiudere un occhio, per una volta, dice.
- Mi spiace, le regole sono fatte per essere rispettate, dice.
- Da dove è partita, chiede il controllore.
- Da Chiasso, risponde la ragazza.
- Destinazione?
- Bellinzona, dice.
- Andata e ritorno?
- Sì.
- Ho bisogno anche del suo nome, cognome, data di nascita e indirizzo, dice il controllore.
Un po’ intimorita la ragazza risponde, quando arriva alla data di nascita dice:
- 10.07.1990.

Che cosa? Questa ragazza è nata nel 1990?! Va in giro senza passeggino?
In un botto mi sento un matusalemme. È nata mentre Baggio e Schillaci facevano sognare milioni di italiani?

- Sono 21 franchi, dice il controllore.
Che botta, penso.
- Si ricordi che potrà chiedere il rimborso se si presenta allo sportello della stazione con questo biglietto e il suo abbonamento.
La ragazza non risponde tiene dentro di sé tutto il suo odio e si vede.
Mentre il controllore se ne va penso ai giocatori che andranno ai prossimi mondiali, forse solo due o tre di loro sono più vecchi di me gli altri tutti più giovani. Questa considerazione non mi fa iniziare la settimana nel migliore dei modi.

Darsi un sacco d'arie

So di essere in minoranza ma tant’è, non ci posso far niente è più forte di me, ogni volta che vedo Daria Bignardi mi vien voglia di maledire il progresso tecnologico perché ancora del teletrasporto non se n’è fatto nulla. Se faccio mente locale (che cazzo vuol dire poi) trovo una sola cosa piacevole: la voce. A questo punto è fuor di dubbio: non so cosa vuol dire fare mente locale.

Tornando alle cose serie, la signora Bignardi non la posso proprio soffrire, con quella sua aria da maestrina che sembra sempre che ti debba rivelare chissà quale verità. La madre di tutti i reality show conduce una trasmissione su La7 che si chiama Le Invasioni Barbariche. L’ho vista solo un paio di volte e sinceramente mi è bastato. È un programma che mi lascia senza parole perché ‘il vorrei ma non posso’ fa sempre una gran tristezza. L’intendimento della Bignardi è di dibattere di problemi seri, ma alla fine la butta sempre in vacca (come capita spesso in televisione). Un’altra cosa che non riesco a reggere del suddetto programma sono le cosiddette interviste barbariche. Che poi non si capisce che cosa abbiano di così tanto crudele, visto che ultimamente la Canalis è stata dipinta come una novella Margherita Haak, ma con in più una strabiliante abilità a digitare sms, due poppe da priapismo e un talento da attrice che la Sarandon a confronto sembra una debuttante alla recita di Natale dell’ultimo oratorio di periferia. Come se non bastasse, qualche puntata prima, pure l'onorevole Santanché sembrava una con un’integrità morale che nemmeno Tina Anselmi. Per le prossime puntate mi aspetto che conferisca il nobel per la pace a Bush e una laurea ad Honorem per meriti letterari a Biscardi. Certo – direte voi – cosa vuoi pretendere da una che vive giorno e notte con Luca Sofri?

A tutti i genitori

Quando parlate con i vostri figli non cercate di aver ragione a tutti i costi, fatelo solo se le vostre argomentazioni sono davvero importanti.

Non cercate di avere sempre l’ultima parola in virtù del vostro ruolo, fatelo solo se strettamente necessario.

Non potete dire Ma perché non esci mai? salvo poi dirgli, quando decide di uscire, Devi proprio uscire stasera?

È pericoloso sentenziare Come mai sei tornato così presto, non hai trovato nessuno? E quando capita di fare tardi, Dovevi proprio tornare così tardi, dove sei stato fino alle cinque?

Si rimane senza parole quando ti dicono Non hai una ragazza perché nessuna riesce a sopportarti, e quando cominci ad uscire con una fanciulla, Cosa vai a fare a casa di quella scrofa tutte le sere?

È deprimente sentirsi dire La cosa importante sarebbe riuscire ad entrare in una grande azienda, anche solo per qualche mese, una volta che metti un piede dentro non ne esci più, poi quando per grazia ricevuta una grande azienda ti assume torni a casa e nell’aria senti, Peccato che il lavoro dura solo quattro mesi.

È impossibile sopportare l’idea di dover fare dell’attività fisica perché ti dicono continuamente che sei troppo sedentario e poi quando decidi di fare due ore di corsa ti senti rimproverare (nella versione stacanovista) Cosa credi di raggiungere con un po’ di corsa ogni tanto? oppure (nella versione vesuviana) Oddio che hai fatto sembri un cadavere siediti che ti preparo delle melanzane alla parmigiana con due salsicce, e quando cerchi di farle capire che non vuoi mangiare carne perché stai cercando di smettere per tutta risposta ti tocca sentire, Ma quale carne? È tutta verdura, vedrai che appena le mangi diventano acqua.

Non dovete comunicare in maniera così contraddittoria che dopo uno cresce male, senza punti di riferimento e sfrutta ogni piccola situazione per farsi del male; poi finisce che uno vota come vota.